Chi ha un animale conosce l’importanza d’interagire correttamente con il proprio amico a quattro zampe e il piacere di stabilire un’amicizia duratura. Mentre con i cani questo tipo di rapporto è molto facile da costruire, grazie proprio all’indole stessa dell’animale, i gatti sono animali più difficili d’avvicinare, anche a causa della difficile interpretazione e la difficoltà d’interpretazione associato al linguaggio felino.



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Il linguaggio del gatto può essere complicato ma, una volta comprese le basi di questa lingua naturale, potrai scoprire un nuovo modo di comunicare con il tuo amico, che ti permetterà di passare dei momenti indimenticabili col tuo migliore amico! Scopri come interagire e parlare con il gatto: ti stupirai di quante cose avrete da dirvi!

Come capire il linguaggio del gatto

Il gatto ti comunica i suoi stati d’animo principalmente in 4 maniere: occhi, espressioni vocali, corpo e posizione in un ambiente.

Gli occhi di un gatto possono mostrarti quanto si senta sicuro vicino a te: quando chiude gli occhi ripetutamente o li tiene leggermente chiusi, significa che non ha paura della tua compagnia e che, anzi, la sta accettando con piacere. Quando gli occhi sono dilatati, può significare che abbia voglia di giocare e che sia eccitato, oppure che si senta nervoso. Capisci quanta importanza ha in questo caso, saper parlare con il gatto? Puoi evitare una bella zaffata, riuscendo a comprendere quando è meglio stargli alla larga. Anche se, per quanto li amiamo, saremmo in grado di farci fare di tutto!

Il linguaggio del gatto passa anche per i miagolii e le fusa: il gatto riproduce moltissimi diversi miagolii, alcuni di essi identificabili, altri molto più difficili da distinguere. La maniera più sicura di capirlo è cercare di associare questi suoni al comportamento generale del gatto. Alcune volte può rappresentare un saluto (miagolio breve), altre volte dei richiami festosi (miagolii ripetuti). Attenzione ai miagolii lunghi, perché questi ultimi significano spesso una richiesta, una domanda insistente o una protesta. Anche le fusa sono indicative: parlare con il gatto significa comprendere questi segnali positivi di piacere o di desiderio di contatto.

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Il linguaggio del gatto, in particolare quello del corpo, e la forma non verbale per parlare con il proprio gatto meriterebbe un capitolo a sé stante: è possibile capire moltissimo dalla coda e dal pelo dell’animale.

Come con i cani, la coda è utilizzata per comunicare con i propri simili o con altri animali: in linea generale possiamo dire che una coda alzata (ma senza rigonfiamento del pelo) mostra uno stato di contentezza o curiosità, mentre una coda abbassata (e in continuo movimento) indica uno stato di paura, preoccupazione o nervosismo. Queste sono atteggiamenti molto generali, e dipendono da gatto a gatto; devono quindi essere interpretati di situazione in situazione. È importante guardare lo stato del pelo: quando il gatto “si gonfia” o gonfia la propria coda, indica uno stato di forte stress, paura o rabbia. In questo caso è sempre consigliato muoversi con calma ed utilizzare un tono neutro con l’animale.

Infine, il linguaggio del gatto si comprende anche tramite la posizione nell’ambiente. Nel mondo animale, la posizione all’interno della società è delineata, anche, dalla posizione all’interno del territorio: i felini tendono a separarsi e ad essere indipendenti, ma nelle colonie ed in casa è possibile definire alcuni “atteggiamenti” che indicano lo status dell’animale. I gatti che tentano sempre di avere una posizione sopraelevata rispetto al padrone sono considerati più dominanti, mentre quando un felino si avvicina o tende a rimanere nascosto al livello del pavimento, mostra un atteggiamento più sottomesso. Anche il rapporto con gli esseri umani viene definito grazie alla distanza: in base alla maniera di avvicinarsi e alla rapidità di adattamento dell’animale una volta che si è in una stessa stanza, è possibile capire il livello d’intimità che si è creato.

Come parlare con il gatto: il segreto è nel rispetto

Quando si parla con un animale bisogna partire dal presupposto che non capisca che stiate dicendo: quando vi rivolgete a lui o vi avvicinate senza preavviso, il gatto non saprà a priori che sta succedendo e agirà di conseguenza. Per questa ragione è necessario, specialmente nei primi anni, prendere alcune precauzioni che aiuteranno a creare in fretta una relazione solida e duratura.

Prima di tutto, parlare con il gatto moderando i toni: sembra una contraddizione in termini ma, anche se il gatto non capisce le singole parole, attribuisce moltissima attenzione al tono. Se si utilizza un tono duro e nervoso, il gatto si potrebbe agitare. L’uso di una voce più dolce, calma e ferma aiuterà il tuo gatto a fidarsi con più facilità.

Cerca di dare enfasi a parole chiave, specialmente durante i pasti: i gatti impareranno l’importanza di queste parole e potranno poi essere utilizzate per insegnarli dei comandi vocali.

Il linguaggio del gatto è anche non verbale: i tuoi movimenti e il tuo modo di avvicinarti al tuo gatto sono molto indicativi e una comprensione del proprio linguaggio del corpo è molto importante. Cerca di  non fare movimenti molto bruschi, specialmente dall’alto, e cerca di avvicinarti sempre con calma.

Moltissimi addestratori di gatti utilizzano alcuni suoni tipici del mondo felino: imparare le “parole” del linguaggio dei gatti ti possono aiutare a impostare dei comandi immediati, specialmente quando vuoi che il gatto NON faccia qualcosa. Miagoli bassi, gutturali e prolungati sono spesso utilizzati dai gatti per indicare una protesta e può essere facilmente riprodotto da un essere umano.

Alcune semplici domande da porsi sul linguaggio del gatto

Alla fine, per parlare con il gatto, il segreto si riduce ad un solo, importante consiglio: ascolta e osserva attentamente per cercare di interpretare e comunicare nella maniera migliore.

Quali sono i suoi comportamenti quotidiani?
È aggressivo? Perché?
Quali sono le routine che gli piacciono?
Come comunica con te?
Come cerca di avvicinarsi?
Gli piace annusare le mani oppure miagolare da lontano?

Queste domande e molte altre ti aiuteranno a capire meglio il tuo amico a quattro zampe. Ricorda, infatti, che ogni animale è un individuo a sé ed ha atteggiamenti e linguaggi specifici, esattamente come gli esseri umani. Facci sapere come hai iniziato a parlare con il tuo gatto, magari la tua esperienza si rivelerà utile per qualcun altro!

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